Alla distanza del cuore ||
Non c’è davvero alcuna forma di distanza più spiacevole di quella del cuore.
“Perchè noi resistiamo alle distanze, ma mai alle mancanze. Alle mancanze ci arrendiamo senza scuse, come privi di forza, ma continuiamo a camminare poco a poco fino a che un giorno o ci fermiamo o impariamo a volare.“
Chi l’avrebbe detto che saremmo rimasti a guardarci dalle finestre e dai balconi. A ripeterci nei pensieri di quanto ci vogliamo bene e del male che, in fondo, ci siamo fatti solo per dispetto.
Chi l’avrebbe detto che varcare la porta di casa e attraversare la strada sarebbe diventata un’impresa, quando c‘era un tempo in cui saremmo stati capaci di attraversare il mondo per correrci incontro.
Chi l’avrebbe detto che saremmo rimasti a sospirare le notti di primavera, con la luna gigante e le canzoni di Venditti, separati oltre l’impossibile e non per volontà.
Chi l’avrebbe detto che vivere le nostre solitudini ci avrebbe resi d’acciaio, che non si piega ma nemmeno si fonde per renderci di nuovo uniti, come un tempo che non ricordo.
Chi l’avrebbe detto che ci saremmo spezzati in mezzo al mondo, quasi a non ricordarci chi siamo stati l’uno per l’altro, senza poterci di nuovo dire basta guardandoci negli occhi.
Chi l’avrebbe detto che ancora, in queste gigantesche solitudini, ci avremmo pensato ancora e poi ancora, fingendo di raccogliere polvere e arrampicandoci su quei sogni che abbiamo fatto insieme e che ora sembrano stelle cadenti.
Chi l’avrebbe detto che la libertà, che ci era sempre sembrata l’unica via possibile, ora è una strada senza uscita, che ci accompagnerà ancora una volta verso quel muro che io, che tu, che noi, non abbiamo mai saputo scavalcare.
Questo e altro su Che Vita Difficile . Il mio modo di vedere le cose, le persone, le situazioni. Me stessa.